Una Città con tanti dialetti

 

La città è sempre stata, nel corso del tempo, destinanzione di diversi movimenti migratori di provenienza intraregionale o in generale del Sud Italia. Nella zona della Marina di Gioia Tauro, ancora forte è il senso di appartenenza, del nucleo dei “parmisani”, originari di Palmi, dei “bagnaroti”, provenienti da Bagnara Calabra, dei “coatti”, i cui antenati erano ergastolani condannati da Ferdinando di Borbone ai lavori forzati e inviati a scontare le loro pene nelle zone malariche della Piana.

 

Nel centro storico, invece, è forte la presenza amalfitana, favorita dagli scambi commmerciali divenuti importanti in epoca postunitaria. Per le stesse ragioni, decisero di fermarsi sul posto diverse comunità provenienti dall’entroterra della Piana, ma anche i messinesi e i nuclei del Poro, zona vicino Capo Vaticano. La miscellanea di lingue ha fatto sopravvivere per uno stesso vocabolo termini dialettali diversi.

 

A Gioia Tauro, per esempio, gallina in dialetto è gaddina, ma anche gaglina e gajina. Ma in questa città non bisogna dimenticare che esistono anche una numerosa comunità di zingari e una nutrita rappresentanza di extracomunitari, anche loro portatori di suoni e vocaboli.

torna all'inizio del contenuto